Google Ads · 8 ottobre 2026
Facebook costa meno
di Google Ads?
È vero: su Meta un clic costa in genere fra 20 e 60 centesimi, su Google Ads fra 80 centesimi e tre euro per le ricerche commerciali. Tre o quattro volte tanto. Ma i due numeri non sono confrontabili, perché non comprano la stessa cosa: su Google paghi una persona che in quel momento sta cercando quello che vendi, su Facebook paghi una persona che stava guardando le foto di un matrimonio. Il confronto onesto si fa su quanto costa un cliente acquisito, non un clic — e lì l'ordine spesso si ribalta.
Quanto costano davvero, numeri alla mano
Gli ordini di grandezza sul mercato italiano, per una piccola impresa o un professionista:
- Meta (Facebook e Instagram): da 0,20 a 0,60 euro per clic, con costi per mille visualizzazioni fra 2 e 8 euro.
- Google Ads sulla rete di ricerca: da 0,80 a 3 euro per clic su ricerche commerciali generiche, con punte molto più alte dove c'è molta concorrenza — assicurazioni, avvocati, impianti, ristrutturazioni.
Quindi sì, chi sposta il budget su Facebook vede immediatamente molti più clic con la stessa spesa. È esattamente quello che succede, ed è il motivo per cui la decisione sembra sempre giusta nel primo mese.
Il passante e quello che è entrato in negozio
Immagina due modi di spendere cento euro per farti conoscere. Nel primo distribuisci volantini davanti al negozio: passano tante persone, costa poco a contatto, e qualcuna si ferma. Nel secondo paghi per parlare solo con chi è già entrato e sta guardando lo scaffale giusto. Il secondo contatto costa molto di più, ed è ovvio perché.
Google Ads sulla ricerca è il secondo caso. Chi digita “riparazione caldaia ferrara” ha un problema adesso, e sta scegliendo a chi darlo. Facebook è il primo: l'annuncio interrompe qualcosa, e il lavoro di convincere è tutto da fare. Non è un canale peggiore, è un canale che compra un'altra cosa.
Il che si vede sui tassi di conversione: su una campagna di ricerca ben impostata, con una pagina di destinazione coerente, dal 3 al 8 per cento di chi clicca compila un modulo o chiama. Sullo stesso tipo di servizio su Meta si sta spesso fra lo 0,5 e il 2 per cento. Se il clic costa quattro volte meno ma converte quattro volte meno, hai solo cambiato il posto dove spendi.
Il numero su cui va fatto il confronto
Non il costo per clic. Il costo per cliente acquisito, che si ottiene con tre dati che devi avere comunque: quanto spendi, quante richieste arrivano, quante di quelle richieste diventano un lavoro. Un esempio con numeri finti ma plausibili per un'attività di servizi locale.
- Google Ads. 500 euro di budget, clic a 1,50 euro: 333 clic. Converte il 4 per cento: 13 richieste. Una su tre diventa cliente: 4 clienti. Costo per cliente: 125 euro.
- Meta. 500 euro di budget, clic a 0,40 euro: 1.250 clic. Converte l'1 per cento: 12 richieste. Ma sono contatti più freddi, e una su sei diventa cliente: 2 clienti. Costo per cliente: 250 euro.
Stesso budget, cinque volte i clic, metà dei clienti. Questi numeri non sono una legge: cambiano per settore e vanno misurati sui tuoi. Ma l'errore da evitare è strutturale, non numerico: si confronta il costo del clic perché è il numero che la piattaforma mette in prima pagina, e si ignora il costo del cliente perché richiede di avere il tracciamento a posto. Se le conversioni che vedi in Google Ads non corrispondono alle richieste che ricevi, questo confronto non lo puoi fare e stai decidendo a sensazione.
Quando Facebook è la scelta giusta
Spesso, e vale la pena dirlo chiaramente invece di difendere un canale per partito preso. Meta funziona meglio di Google quando:
- Nessuno cerca quello che vendi. È il caso più importante. Se il tuo prodotto è nuovo, o risolve un problema che la gente non sa di avere, sulla ricerca non c'è niente da intercettare e Google Ads non ha materia prima. Si verifica in dieci minuti guardando i volumi di ricerca del tuo settore.
- Il prodotto si vede. Arredamento, abbigliamento, cibo, ristrutturazioni, estetica: dove una fotografia o un video fanno metà del lavoro di vendita, il formato di Meta è superiore.
- Vendi d'impulso, a prezzi bassi. Sotto i 30-40 euro la decisione non richiede una ricerca, e il contatto freddo basta.
- Devi recuperare chi è già passato. Il remarketing su Meta costa poco e rende bene, perché parla a gente che ti conosce già.
Il caso tipico in cui è la scelta sbagliata, invece, è il servizio su richiesta con un valore medio alto — un impianto, una consulenza, un intervento, una pratica. Lì esiste una ricerca attiva, intercettarla costa di più e rende molto di più.
Perché questa decisione viene presa quasi sempre per il motivo sbagliato
Lo spostamento su Facebook, nella mia esperienza, non nasce da un confronto fra costi per cliente. Nasce da un budget troppo piccolo per Google Ads. Con duecento euro al mese su una provincia intera, una campagna di ricerca non esce mai dalla fase in cui sta imparando: raccoglie pochi clic, nessuna conversione su cui ottimizzare, e dopo tre mesi il verdetto è “Google Ads non funziona”. Quello che non ha funzionato è il perimetro.
Con quello stesso budget su Meta si vedono numeri grossi — migliaia di visualizzazioni, centinaia di clic — e la sensazione è che qualcosa stia succedendo. Spesso non sta succedendo niente di vendibile, ma la dashboard è più gratificante.
La risposta corretta a un budget piccolo non è cambiare canale: è restringere il perimetro. Una città invece di tre province, cinque ricerche a corrispondenza esatta invece di cinquanta, una pagina di destinazione sola. Duecento euro su un comune e dieci parole chiave producono dati veri; gli stessi duecento euro su mezza regione producono rumore.
Come decidere, in pratica
Tre domande, nell'ordine. La gente cerca quello che vendi? Se sì, parti dalla ricerca: è l'unico canale dove il bisogno c'è già. Quanto vale un cliente per te? Se un cliente vale 2.000 euro, pagarne 125 di pubblicità è irrilevante e stai discutendo del prezzo sbagliato. Puoi misurare le richieste? Se la risposta è no, prima di aggiungere budget va sistemato questo, altrimenti qualunque confronto fra canali è un'opinione.
E una premessa che vale per entrambi: la pubblicità porta persone su una pagina, non porta clienti. Se quella pagina non chiude, il canale non c'entra niente. Capita regolarmente di vedere siti primi su Google che non ricevono richieste, e il problema non è mai il traffico.
E per un'attività locale c'è una terza strada che non è pubblicità su nessuno dei due: la scheda Google e le pagine città intercettano la stessa domanda senza pagare per clic, e non si fermano quando chiudi il rubinetto. Costano di più all'inizio e niente dopo — ho scritto cosa comprende e quanto costa, prezzo incluso.