Gestione social
Calendario reale, contenuti verificati prima di uscire, e un protocollo per rispondere senza mettere nei guai chi ci mette il nome.
Quando ogni parola esce a nome di un medico o di un avvocato, la credibilità viene prima della portata. Si può sbagliare molto meno, e ogni contenuto va verificato prima di uscire: niente promesse di risultato, niente casi riconoscibili, niente affermazioni che la deontologia non consente.
È un vincolo, ma è anche il motivo per cui questi canali funzionano quando sono fatti bene: spiegano invece di vendere, e in un feed pieno di pubblicità è esattamente quello che fa fermare.
Temi, formati e ritmo decisi in anticipo, tarati su quante ore ci sono davvero. Meglio due uscite al mese rispettate che quattro promesse.
Grafiche, caroselli, brevi video. Dove serve, riprese in sede: per chi non può mostrare risultati, il volto e la voce sono quello che resta.
Ogni contenuto passa dal professionista prima di uscire, con una lista di cose che non si possono dire già concordata.
Protocollo scritto: cosa si risponde, cosa si gira al professionista, cosa si sposta in privato.
Cosa ha funzionato e perché, una volta al mese. Non il numero di follower.
Per un canale singolo con un ritmo sostenibile si parte da circa 300 euro al mese. La variabile principale è la produzione: contenuti fatti con materiale esistente costano molto meno di contenuti che richiedono riprese sul posto.
Uno, fatto bene. Cinque canali mezzi vuoti comunicano il contrario di quello che si vorrebbe. La scelta dipende da dove sta il pubblico reale: per molti professionisti è Facebook, non Instagram.
Raramente in modo diretto e misurabile. Servono a costruire credibilità e a farsi riconoscere da chi ti ha già trovato altrove. Chi li vende come canale di acquisizione diretta per una PMI locale sta semplificando troppo.
Va deciso prima. Per studi medici e professionisti preparo un protocollo di risposta: cosa si può rispondere, cosa va girato al professionista e cosa non va mai scritto in pubblico.
Le domande che tornano più spesso su questo, con le risposte per esteso.
Sulle ricerche locali moltissimo, sul resto quasi niente. Cosa conta davvero tra numero, media e continuità, e come chiederle senza farsele filtrare.
Categoria principale, distanza e recensioni decidono quasi tutto. Le altre opzioni della scheda contano meno di quanto sembri: ecco in che ordine metterci mano.
Essere primi su una ricerca che nessuno fa, o che fa chi non comprerà mai, è il caso più frequente. Le quattro cause, in ordine di quanto spesso le trovo.
Mandami l'indirizzo. Ti dico cosa vedo e se c'è qualcosa su cui vale la pena lavorare.