Google Ads · 8 ottobre 2026
Quanto costa una
campagna Google Ads?
Ci sono due costi separati e vengono quasi sempre confusi. Il budget, che va a Google e lo decidi tu: su un mercato locale servono almeno 300-500 euro al mese per avere dati su cui ragionare. La gestione, che va a chi la imposta e la segue: 200-800 euro al mese, oppure dal 10 al 20 per cento della spesa. Chi ti dice una cifra sola non ti sta dicendo quale delle due.
Il budget: quanto va a Google
Lo decidi tu, non ha un minimo imposto, e questo è sia il vantaggio sia la trappola. Si può partire con cinque euro al giorno, ma con cinque euro al giorno su un mercato con clic da un euro e mezzo si comprano tre clic: non abbastanza perché succeda qualcosa di misurabile.
Il numero da guardare non è il budget in assoluto, è il rapporto fra budget e perimetro. Trecento euro al mese su un comune e dieci ricerche a corrispondenza esatta sono una campagna che impara e migliora. Gli stessi trecento euro su tre province e cinquanta parole chiave sono rumore: ogni ricerca riceve due clic al mese, nessuna raccoglie abbastanza conversioni, e dopo tre mesi non sai niente di più di quando hai cominciato.
Lo dico perché l'ho visto succedere, e perché l'ho pagato io stesso: una mia campagna di qualche anno fa ha speso 533 euro distribuiti su un perimetro troppo largo e ha prodotto una sola conversione. Il 77 per cento dei clic è finito su tre ricerche che non c'entravano niente con il servizio. Non è stato Google Ads a non funzionare, è stata l'impostazione.
La gestione: quanto va a chi la segue
Tre modelli, tutti legittimi.
- Canone fisso, 200-800 euro al mese per una o poche campagne su un mercato locale. È il modello più chiaro per chi deve mettere un numero nel bilancio.
- Percentuale sulla spesa, dal 10 al 20 per cento. Sotto i 2.000 euro di budget mensile produce compensi troppo bassi per il lavoro che serve, e per questo di solito ha un minimo.
- Impostazione iniziale a progetto, 500-1.500 euro una volta, più un canone ridotto di presidio. Ha senso quando il conto esiste già e va rimesso in piedi.
Una cosa da chiarire prima di firmare: il conto Google Ads deve essere intestato a te, con i tuoi accessi da amministratore. Se la campagna gira sul conto del fornitore, quando il rapporto finisce perdi tutto lo storico, che è la parte di valore che hai costruito pagando.
Il calcolo da fare prima di accendere
Si fa in cinque minuti e decide se ha senso partire. Servono quattro numeri, due dei quali sai già.
- Quanto costa un clic nel tuo settore. Lo dice lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google, gratuito.
- Quanti clic servono per una richiesta. Se non hai storico, usa il 3 per cento: una richiesta ogni 33 clic.
- Quante richieste diventano un cliente. Questo lo sai: è il tuo tasso di chiusura sui preventivi.
- Quanto vale un cliente per te, considerando anche quello che ricompra.
Un esempio. Clic a 1,50 euro, una richiesta ogni 33 clic: una richiesta costa 50 euro di pubblicità. Se chiudi una richiesta su tre, un cliente costa 150 euro. Se un cliente ti lascia 1.500 euro, il canale funziona e il problema è solo quanto in fretta puoi scalarlo. Se un cliente ti lascia 120 euro, Google Ads su quelle ricerche non torna, e nessuna ottimizzazione colmerà la differenza: va cambiato il servizio che pubblicizzi, non la campagna.
Cosa va sistemato prima di spendere il primo euro
Il tracciamento. È noioso e viene sempre rimandato, ed è la ragione per cui la maggior parte delle campagne piccole non si può valutare. Se non sai quali richieste arrivano da dove, stai ottimizzando sui clic, cioè sulla cosa sbagliata.
Attenzione a un caso frequente e insidioso: Google Ads che dichiara conversioni mentre nella casella di posta non arriva niente. Succede quando sono contate come conversione azioni che non sono una richiesta — una visita a una pagina, un clic su un pulsante — e il risultato è che la campagna ottimizza verso gente che non ti contatterà mai. Se vedi quel disallineamento, ne ho scritto per esteso in conversioni che Google Ads dichiara ma che non diventano richieste.
E la pagina di destinazione. Portare traffico a pagamento su una pagina senza un modulo visibile è il modo più rapido di sprecare un budget: la campagna fa il suo lavoro, il visitatore arriva, e non ha niente da fare.
Quando Google Ads non è la risposta
Tre casi in cui conviene non partire. Se nessuno cerca quello che vendi — prodotto nuovo, bisogno che la gente non sa di avere — sulla ricerca non c'è niente da intercettare: meglio i canali che interrompono, e vale la pena capire perché Facebook costa meno e quando conviene davvero. Se il margine non regge il costo per cliente del calcolo qui sopra. E se il budget disponibile è così piccolo che va speso tutto in gestione: sotto i 300 euro complessivi conviene mettere quei soldi su contenuti che restano, perché una campagna si spegne quando finisce il budget mentre una pagina che si posiziona continua a portare richieste per anni. Su un'attività locale, con quella cifra all'anno invece che al mese, si copre sito, scheda Google e pagine città, che non si spengono.
Quanto tempo serve per capire se funziona
Da due a quattro settimane per uscire dalla fase in cui la campagna sta imparando, se il volume di clic è sufficiente. Da due a tre mesi per avere dati su cui prendere decisioni vere. Ma questo vale solo se il perimetro è stretto: con pochi clic al giorno sparsi su un'area troppo grande, tre mesi non bastano e sei mesi nemmeno. Prima di valutare un canale, quindi, conviene verificare che sia stato messo nelle condizioni di dare una risposta.