Google Ads

Paghi i clic.
Ma arrivano le richieste?

La prima cosa che guardo non è la campagna. È se quello che il pannello conta come conversione sia davvero una richiesta arrivata in casella.

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Una pista sterrata attraversa il deserto e punta dritta verso l’orizzonte, con rilievi rocciosi sullo sfondo
Con Google Ads la strada la scegli tu e compari subito davanti a chi sta già cercando. Il giorno in cui smetti di pagare, però, la pista sparisce.

Il controllo che quasi nessuno fa

Su un cliente il pannello di Google mostrava decine di conversioni al mese e nella casella di posta non arrivava niente. Il modulo di contatto confermava l'invio all'utente e non recapitava nulla al destinatario: andava avanti da mesi, e tutti i segnali dicevano che funzionava.

L'ho scoperto compilando io il modulo dal sito, come farebbe un cliente. È il primo controllo di ogni campagna che prendo in gestione, e si fa in cinque minuti.

Ottimizzare su dati sbagliati costa il doppio

Se la conversione è agganciata all'evento sbagliato — il caricamento di una pagina, un clic su un pulsante, una visualizzazione — l'algoritmo impara a portare traffico verso qualcosa che non vale niente. Più spendi, più peggiora. Per questo il tracciamento viene prima di qualunque ottimizzazione delle offerte.

Cosa comprende la gestione

Verifica del tracciamento

Prova del modulo, controllo degli eventi, separazione tra conversioni principali e secondarie, recapito delle email. Prima di toccare qualsiasi altra cosa.

Struttura delle campagne

Gruppi di annunci costruiti sull'intento, non sulla lista dei prodotti. Parole chiave a corrispondenza controllata ed elenco di esclusioni, che è dove si risparmia davvero.

Annunci e pagine di destinazione

L'annuncio promette una cosa, la pagina deve mantenerla. Buona parte dei budget sprecati si perde in questo scollamento.

Gestione continua

Controllo delle ricerche effettive, aggiustamento delle offerte, esclusione del traffico che non converte. Una campagna lasciata sola peggiora da sola.

Report leggibile

Quanto hai speso, quante richieste sono arrivate, quanto è costata ciascuna. Non il numero di impression.

Domande frequenti su Google Ads

Quanto budget serve per partire con Google Ads?

Dipende dal costo per clic del settore. Su ricerche locali bastano 300-500 euro al mese di budget pubblicitario per avere dati significativi; su settori molto competitivi servono cifre superiori. Sotto una certa soglia i dati sono troppo pochi perché l'algoritmo impari.

Perché Google Ads segna conversioni che non ricevo?

Nella maggior parte dei casi la conversione è agganciata a un evento che non corrisponde a una richiesta reale — il caricamento di una pagina o un clic — oppure il modulo di contatto non recapita le email al destinatario. Si verifica compilando il modulo di persona.

Meglio Google Ads o SEO?

Fanno cose diverse. Ads compra visibilità immediata e si ferma quando finisce il budget; la SEO la costruisce in mesi e resta. Su un'attività che parte da zero ha senso usarli insieme: Ads porta i primi contatti mentre l'organico cresce.

Chi gestisce il budget pubblicitario?

Il budget resta sulla carta del cliente, dentro il suo account Google Ads. Io gestisco la campagna e il compenso è separato dalla spesa pubblicitaria: non prendo una percentuale sul budget, perché creerebbe un incentivo a farlo crescere.

Le campagne si possono fermare?

Sì, in qualsiasi momento e senza penali. È il vantaggio principale della pubblicità a pagamento rispetto a qualunque altro canale.

Approfondimenti

Le domande che tornano più spesso su questo, con le risposte per esteso.

Parliamone.

Raccontami la tua attività e dove vuoi arrivare. Guardo il sito e ti dico cosa vedo.

+39 347 4567574 daniele.musacchi@gmail.com Ferrara · in presenza in Emilia-Romagna e Veneto, da remoto in tutta Italia