AI Search · 8 ottobre 2026
Le AI Overview mi stanno
togliendo traffico?
Probabilmente sì, ma solo su una parte delle ricerche, e il modo per saperlo con certezza è già dentro Search Console. Il segnale caratteristico è questo: le posizioni restano ferme, le impressioni restano ferme o crescono, e i clic scendono. Se invece calano anche le impressioni il problema è un altro, e confonderli porta a intervenire sulla cosa sbagliata.
Il confronto che distingue i due casi
Apri Search Console, metti a confronto gli stessi tre mesi di quest'anno e dell'anno scorso e guarda quattro numeri insieme: clic, impressioni, CTR medio e posizione media. Le combinazioni possibili sono poche e dicono cose diverse.
- Posizione stabile, impressioni stabili o in crescita, clic in calo, CTR in calo. È l'impronta delle sintesi generate: continui a comparire, ma una parte di chi ti vedeva ora trova la risposta sopra di te e non scende.
- Posizione in peggioramento e impressioni in calo. Hai perso terreno, e la causa è competitiva o tecnica. Le AI Overview non c'entrano.
- Impressioni in crollo verticale su tutto il sito. Qui si guardano prima i problemi di indicizzazione, non il contesto di mercato.
- Clic in calo solo su alcune pagine, stabili sulle altre. È il caso più comune in assoluto, e il più utile: ti dice esattamente su quali ricerche stai subendo l'effetto.
Perché colpisce alcune pagine e non altre
Le sintesi generate compaiono quasi sempre sulle ricerche informative: “cos'è X”, “come si fa Y”, “quanto dura Z”. Sono domande a cui si può rispondere in un paragrafo, ed è esattamente quello che il riquadro fa.
Compaiono invece molto meno sulle ricerche in cui la persona deve scegliere qualcuno o comprare qualcosa. Chi cerca “falegname su misura Ferrara” o “preventivo letto in legno massello” sta per prendere una decisione, non per imparare: in quelle ricerche i risultati tradizionali e le schede locali restano al loro posto.
Questo significa che il traffico che stai perdendo, se lo stai perdendo lì, era in buona parte traffico che non comprava. Non è una consolazione: era il traffico che ti faceva conoscere prima che qualcuno avesse bisogno di te. Ma cambia completamente la gerarchia di cosa conviene fare.
Le visite calano, le richieste no
È lo scenario che vedo più spesso, e il motivo per cui guardare solo le visite porta a conclusioni sbagliate. Se i contatti sono stabili mentre le visite scendono, stai perdendo la parte alta del percorso — le letture, gli approfondimenti — e non quella bassa.
Per saperlo devi avere i contatti contati bene, non a sensazione. È lo stesso controllo di cui parlo quando il pannello di Google Ads segna conversioni che non arrivano in casella: finché il numero di richieste non è affidabile, qualunque lettura dei dati di traffico è un'opinione.
Cosa fare delle pagine che hanno perso clic
La reazione istintiva — cancellarle, o riscriverle da zero — è quasi sempre sbagliata. Quelle pagine continuano a generare impressioni, e le impressioni sono la condizione per essere scelti come fonte della sintesi. Una pagina cancellata non viene citata da nessuno.
Quello che conviene fare è diverso:
- Spostare la risposta in cima. Se il riquadro prende due frasi, devono essere le tue. Vale la pena partire dalle tre o quattro pagine che hanno perso più clic, non da tutte.
- Aggiungere quello che la sintesi non può dare. Un prezzo reale, un caso concreto, una foto del lavoro, una presa di posizione. Una sintesi generica non sostituisce una risposta specifica, e chi vuole quella specifica il clic lo fa.
- Rendere evidente chi scrive. Firma, data, competenza dichiarata: sono i segnali che distinguono la tua pagina dalle altre dieci che dicono la stessa cosa.
- Spostare peso sulle ricerche che portano richieste. Se le pagine informative perdono clic e quelle commerciali no, l'investimento va dove si decide.
Il modo sbagliato di reagire
Ne vedo tre con una certa regolarità. Il primo è pubblicare di più, nella convinzione che il volume compensi: produce altre pagine informative che subiranno lo stesso effetto. Il secondo è bloccare i crawler delle AI per “non farsi rubare i contenuti”: toglie la possibilità di essere citati senza restituire i clic persi, perché la sintesi verrà comunque scritta, con le fonti di qualcun altro. Il terzo è smettere di guardare i dati perché sono diventati brutti, che è il modo più rapido per non accorgersi della parte che invece sta funzionando.
Quello che si può ancora misurare
Search Console non dice se sei stato citato dentro una AI Overview: è il limite più fastidioso di questa fase. Dice però tutto il resto, e incrociando impressioni, CTR e richieste ricevute si capisce bene cosa sta succedendo.
Per la parte che manca servono misurazioni fatte a parte, ripetendo le domande dei clienti su più modelli e contando con quale frequenza il nome compare. È quello che faccio sulla visibilità su AI Search, e il punto non è avere un numero in più: è sapere se la perdita di clic sta corrispondendo a una presenza nelle risposte, oppure a un'assenza da entrambe le parti.